Rain-Bo Scuole e contrasto alla povertà educativa minorile

“La pace non è assenza di conflitto.  Il conflitto è un fatto inevitabile della vita quotidiana: conflitti interiori, interpersonali, tra gruppi e internazionali.
La pace consiste nell’affrontare in modo creativo i conflitti.
Pace è il modo di procedere per risolvere i conflitti in modo tale che entrambe le parti vincano, con accresciuta armonia come conseguenza del conflitto e della sua risoluzione.
La risoluzione è pacifica se i partecipanti arrivano a voler cooperare in modo più completo e si trovano nella condizione di poterlo fare.”

J e K. McGinnis

 

Le scuole Rain-Bo di Bologna sono

IC17

IC14 

IC5Scuola Primaria Federzoni

Istituto Aldini Valeriani

Rain-Bo si inserisce all’interno della programmazione didattica delle classi aderenti al progetto e lavora all’interno della singola classe, o in ponte con gruppi misti di alunni e studenti provenienti da classi diverse.

Le attività mirano a sviluppare e a integrare le dimensioni cognitiva, affettiva e attitudinale, stimolando il pensiero critico, in relazione ai diritti umani.

Finalità generale è la costruzione di una cultura del rispetto, dell’azione in difesa dei Diritti Umani per tutti. Tutte le fasi saranno documentate attraverso l’utilizzo di report, monitoraggi e valutazioni, rilevazioni del grado di soddisfazione dei soggetti beneficiari, in quanto mezzi di verifica principali per l’accertamento del raggiungimento degli obiettivi.

Le fasi di intervento di Rain-Bo nelle scuole sono le seguenti:

  1. Formazione della classe insegnante ai metodi e alle attività proposte:

Si prevedono almeno 3 incontri di 2 ore in presenza del corpo insegnanti, possibilmente, al completo:

– per distribuire qualche risorsa teorica di riferimento e per giocare;

– per illustrare le modalità di intervento e le caratteristiche metodologiche specifiche di azione;

– per valutare le attività da cucire su misura per la classe;

– per coordinarsi sulle fasi di avanzamento delle attività e valutare i risultati ottenuti.

Prima dell’inizio delle attività, è prevista una riunione di 2 ore per concordare il piano di intervento con gli insegnanti delle classi beneficiarie e per conoscere la classe.

  1. Seminari informativi  per le famiglie sulle tecniche comunicative dell’ascolto attivo e sull’educazione nonviolenta:

– per giocare;
– per illustrare le modalità di intervento e le caratteristiche metodologiche specifiche di azione;
– per valutare insieme alle famiglie eventuali richieste o necessità;
– per coordinarsi sulle fasi di avanzamento delle attività e valutare i risultati ottenuti;
– per promuovere il coinvolgimento delle famiglie a dare continuità al progetto anche nella sfera
privata.

Più in dettaglio, ci si concentrerà su:

– la familiarizzazione tra corpo docente e famiglie, con l’utilizzo delle metodologie illustrate;
– la creazione di un canale comunicativo tra le parti, per definire insieme le aree potenzialmente
problematiche sulle quali si desidera concentrare le attività;
– l’analisi congiunta degli aspetti della sensibilità e della consapevolezza personale e culturale;
– la gestione dei fattori di rischio;
– la risoluzione dei conflitti in modo pacifico;
– lo sviluppo della capacità creativa individuale e di gruppo.

Per agevolare tale fase è prevista la presenza della Psicoterapeuta.

  1. Con le classi si propongono dai 3 ai 5 incontri intensivi di 2 ore 1 volta a settimana:

– attività di minimo 90 minuti per una classe (circa 20-25 partecipanti), oppure,
– minimo 120 minuti in modalità combinata con due classi (circa 40-50 partecipanti, da dividersi in due gruppi misti).

4. Summer e Winter School intensive

Per i giovani dai 12 ai 17 anni, si strutturano settimane esperienziali intensive in quei momenti dell’anno in cui le scuole sono chiuse per le vacanze invernali o estive. In questo modo diamo sollievo ai genitori che lavorano prendendoci cura della continuità educativa dei giovani e delle giovani, proponendo laboratori di incontro e di discussione su temi fondamentali per la crescita e la generazione di cittadini globali attivi.

METODOLOGIE

1) L’approccio metodologico principale è quello dei giochi cooperativi. Gli alunni saranno stimolati a prendere parte a dimensioni di gioco, socio-drammi e simulazioni per ritrovare le affinità con la vita reale e sviluppare senso critico.

2) Attraverso la metodologia del “learning by doing” (“imparare facendo”), agli alunni viene richiesto di promuovere lo svolgimento della attività in autonomia. Ogni criticità verrà mediata dal facilitatore, ovvero l’operatore o il professionista, presenti in quel momento.

3) I giochi Rain-Bo spesso simulano momenti conflittuali di forte impatto emotivo. Pertanto lo strumento della visualizzazione guidata e della meditazione, tipici della pedagogia yoga, saranno utilizzati per riportare l’attenzione sul “qui e ora” e per permettere lo sviluppo di alti livelli di consapevolezza.
Tali strumenti saranno utili per valutare effettivi e concreti miglioramenti nelle capacità di ascolto e di attenzione.

4) Ogni sessione si conclude con un momenti di autovalutazione dell’attività appena esperita. Questo scambio avviene “in cerchio”.  Il cerchio è uno strumento gerarchico, in cui ognuno si ritrova alla stessa distanza dal centro. Geometricamente permette una condivisione efficace e paritaria delle proprie emozioni.

5) Per rendere possibile la creatività a e la serenità del gruppo sull’attività proposta si stimolano gli alunni a condividere delle regole valide.

 

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